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Di nuovo sulle Alpi - Silvretta/Bielhöhe - Fine Ottobre 2004
Il RACCONTO del viaggio:
Giorno1: Reutte in Tirol
- Flexenpass - Bludenz
Giorno2: Bludenz - Bielrhöhe - Landeck -
Ehrwald
Sarà stato suppergiù
un mese da quando pedalando pedalando mettevo sotto le ruote i 27 km del
passo Stelvio e poi battevo il mio personalissimo record di scalata del
GRappa, da Semonzo, dove la strada sale anche al 15%.
Ecco, quelle sembravano le ciliegine sulla torta di un anno eccezionale
da 3500 km, con una decina di nuovi passi alpini scalati e con un fantastico
viaggio in Croazia alle spalle. Unico rammarico, il non aver potuto partecipare
al camino di Santiago con gli amici Sam e Deppo e Marco.
Beh, ci si poteva accontentare. Invece alle prime giornate di Föhn, che
qui a Monaco in ottobre non mancano mai, il richiamo inesauribile delle
Alpi è stato troppo forte e io come al solito non ho saputo resistergli.
Posti nuovi da provare potevano essere il Grossglockner, durissimo ma
eccelso a 2500m e magari anche il Gerlos, con le famose cascate del Krimml,
o il Pfitscherjoch, o la zona del Salisburghese.
Il 23 ottobre invece si va per un nuovo passo a quota 2032 tra Austria
e Svizzera, tutto tornanti, che normalmente in questa parte dell'anno
è già chiuso per neve, dove in cima i ghiacciai del Silvretta sono a portata
di mano.
*-*-*-*-*-*-*-* GIORNO 1: Reutte - Bludenz *-*-*-*-*-*-*-*
La mattina del 23 sono sul solito treno dell'alba che parte da Monaco...
che differenza rispetto a un mese fa, quando tutto era pieno di ciclisti
già dall'Hauptbahnhof. Eppure le previsioni garantivano 2 giorni di sole
e temperature miti... sarà che questi tedeschi hanno i loro ritmi ben
scanditi e si vede che a fine settembre gli scatta la molla dentro che
la bici va in soffitta e si passa a qualche altro sport, ad esempio il
tanto amato"wandern", il passeggiare nei boschi e tra le cime di Baviera.
Insomma per strada sono solo, come ciclista s'intende, ma tutto sommato
anche di auto ce ne son poche. Per la cronaca la partenza avviene a Reutte,
in Tirolo, e come già 5 mesi fa, allora diretto verso il Bodensee, affronto
l'eterna e , diciamolo stavolta!, pallosissima, valle del Lech. Per onestà
devo ammettere che all'ombra proiettata dai monti alla mia sinistra ci
si surgela per bene. Il calore del sole lo incontrerò tra poco, verso
le 11:30, quando la strada incomincia a salire dopo 50 km di quasi-pianura.
A proposito, sti 50 km incomincio già a sentirmeli nelle gambe,
un po' per il mese di totale inattività, un po' per il freddo che blocca
i muscoli. Poi all'improvviso si passa al sole e fa davvero caldo e mi
devo togliere d'un colpo pantaloni, giaccavento e guanti perchè altrimenti
mi sciolgo sul posto. Sembra di stare come a fine maggio. In un attimo
poi sono al bivio tra Hochtannbergpass e Flexenpass a quota 1500, e sone
le 13:00 in punto.
Stavolta vado a sinistra, direzione Flexen. Anche qui zero ciclisti e
zero auto, e bella questa strada che va per i paesi di Lech e Zürs; tutto
il traffico se lo fagocita l'Arlbergpass che passa dall'altra parte delle
montagne che ho a sinistra.
Senza grossi affanni raggiungo verso le 2 il Flexenpass e da qui, in veloce
discesa, Bludenz.
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Nota sul Flexenpass: la strada affrontata in discesa è veramente particolare
e mozzafiato, tutta in galleria, scavata a seguire il profilo della montagna
e con frequenti aperture verso l'esterno, da dove si possono scattare
delle foto. Bludenz invece non mi pare per nulla interessante, così che
decido che non merita l'arrivo di tappa; quindi col treno arrivo in un'ora
scarsa a Bregenz, capoluogo della regione del Vorarlberg e che già conosco
per esserci passato lo scorso maggio.
La serata è quindi automaticamente già programmata, con la solita pensione
dove la colazione è a buffet, quindi mi posso abbuffare fino a scoppiare
e anche farmi la scorta per tutto il giorno, poi la pedalata in svacco
fino alla bella Lindau, con la città vecchia che si protende nel lago
di Costanza. Mi riesce difficile qui descrivere quello spettacolo di tramonto
a cui mi è stato concesso di assistere proprio lungo quegli 8 km che vanno
da Bregenz a Lindau. Le foto fanno quello che possono, sta poi ad ognuno,con
la fantasia, dipingere il quadro più incredibile e romantico che la natura
possa immaginare.
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*-*-*-*-*-*-*-* GIORNO 2: Bludenz - Bielerhöhe - Ehrwald
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Il primo giorno non poteva chiudersi nella maniera migliore. La mattina
dopo si ricomincia come 24 ore prima, con un freddo cane, SAUKALT, direbbero
i miei cari tedeschi, e così rimane fino a dopo il pedaggio di Partenen,
dove la strada passa da un 3% ad un 10% senza chiedere nemmeno permesso.
Le gambe non ringraziano di certo per il brusco cambio di inclinazione
e sbuffano un poco prima di acclmatarsi e trovare il loro ritmo. Se fossi
passato di qui solo un mese fa avrei aggredito i tornanti e me li sarei
pappati tutti per pranzo, e invece son qui a limitare i danni e a pregare
che venga fuori un pò di sole.
Fin qui è una valle stretta stretta, ma buttando lo sguardo oltre i seguenti
5-6 tornanti si scorge qualcosa, o meglio si fantastica di qualcosa, di
bianchi ghiacciai, cime inviolate e panorami sublimi. Beh, tanto lontano
non ci sono andato... prima si incontra un lago con la stada che gentilmente
lo accompagna in pianura e con l'orizzonte monopolizzato da una bella
catena sui 3000 metri. Poi , in cima, lo spettacolo vero, quello del gruppo
del Silvretta coi suoi ghiacciai, il lago dove le cime si specchiano,
il cartello a quota 2032, è fatta!
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È fatta ma non è finita. Il treno per Monaco non
passa quassù ai 10 di ogni ora come quello per Padova. Intanto però sono
nel posto più bello del mondo, dopo 1500 metri di scalata, dopo un pacco
di tornanti al 12%, per non parlare di ieri.
Incontro anche un tipo proprio in cima, che è venuto su dalla parte opposta
alla mia, dalla Galtü che pochi anni fa era stata travolta da una valanga
colossale. Il tale, che si dichiara principiante del pedale, mi racconta
che è in sella dalle 5 della mattina che ha già scalato ll'Hochtannberg,
il Flexen, l'Arlberg e quindi è arrivato fin quassù a 2000 m.
CHAPEAU!!!
Un altro semi-infermo mentale l'avevo trovato in treno la mattina: sui
45, con abbigliamento collezione autunno-inverno dei tempi di Coppi e
bici simil-MTB, non ammortizzata, con bagaglio da 20 kg (2 sacche davanti,
2 dietro + sacco a pelo) e bici sui 15. Il tutto per un viaggio di quanti
mesi? Macchè, 3 giorni. Come sostenevo prima, i tedeschi (o austriaci),
a un certo punto dell'anno cambiano passione sportiva, e quelli che persistono
nel pedalare devono essere solo i più matti. Dopo essermi salutato col
campione in bici dalle 5 della mattina, alle 13:40 inizio la parte migliore
della tappa, ovvero l'impresa impossibile per prendere il treno a Ehrwald
alle 17:35. Beh, dico solo che dopo 105 km e con anche il Fernpass da
scalare, ho preso il treno per nemmeno 3 minuti!!!
CHAPEAU anche a me! e ora la bici può davvero andare in soffitta fino
all'anno prossimo
Un saluto a tutti
Giorgio
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