Dopo una decina di giorni di allenamento, scelgo un giorno a fine mese
per evitare l'insopportabile traffico che normalmente in agosto rende
"intransitabili" i piu' bei passi dolomitici.Quando parto il sole deve
ancora sbucare da dietro le montagne e la valle e' ancora nell'ombra;
tuttavia guardando il cielo si capisce abbastanza chiaramente che sara'
una magnifica giornata.
Domegge-p.Valparola
Il tratto da Domegge a Cortina scorre via liscio,l'aria e' ancora
fredda ma si sta bene, poi passano pochissime macchine; tengo un buon
ritmo ma non e' il caso di strafare proprio all'inizio. La regola d'oro
in questo caso e' la regolarita', saper amministare le proprie energie
lungo un arco di tempo di una decina d'ore. Questo e' infatti il tempo
stimato a tavolino, contando su una VAM di 700 m/h per i primi passi
e di 600 per l'ultimo ed inoltre considerando tutte le varie soste in
cima ai valichi per scattare foto, godersi il panorama e mangiare qualcosa.
Quando incomincio il Falzarego e' gia' quasi ora di mettersi in maniche
corte, non c'e' una nuvola e ,sebbene siamo ormai a settembre,il clima
e' proprio estivo. Alla fine del falsopiano che si trova circa a meta'
Falzarego, quando la strada ricomincia a salire, purtroppo comincio
ad avvertire sensazioni non proprio positive che poi si ripetono sulla
rampa che dal Falzarego porta al Valparola. Per fortuna lo scollinamento
arriva in fretta: ormai il primo passo e' andato e non e' il caso di
preoccuparsi. E' solo la seconda volta che passo per il Valparola e
non me lo ricordavo cosi' bello: durante la discesa ci sono attimi in
cui ti trovi faccia a faccia con le maestose pareti delle Conturines;
comunque si ha appena il tempo di lanciare loro un'occhiata perche'
si fila piuttosto forte.
La Villa- p.Gardena
Arrivato a La Villa incontro po' di falsopiano prima di attaccare il
Gardena cosi' posso sgranchirmi le gambe con un bel rapporto agile,
sperando che i fastidi provati poco prima non si ripresentino. La strada
del Gardena comunque e' una meraviglia per darti la possibilita' di
riprenderti impostando un buon ritmo: e' infatti molto regolare, con
pendenze che con lasciano mai il segno nelle gambe, e caratterizzata
da un sacco di ampi tornanti che attraversano verdi prati e dove la
vista verso valle non incontra ostacoli; e' un po' il gemello del Pordoi
,dalla parte opposta rispetto al gruppo del Sella; anche il panorama
verso est e' praticamente lo stesso, con al fianco gli strapiombi del
Sella. Procedo con calma a 11-12 km/h e comunque questa sara' la regola
per tutto il giorno: con un popo' di chilometraggio e dislivello non
si possono sprecare energie e non posso rischiare di impiantarmi a meta'
strada perche' a casa saranno solo le gambe a portarmi. Il Gardena in
cima e' affollatissimo: gente che passeggia, turisti scesi da qualche
corriera, ciclisti tedeschi con furgone al seguito; anch'io mi fermerei
non so quanto , il posto e' stupendo, ma la tabella di marcia va rispettata.
p.Gardena - p. Sella
In discesa, dopo un tratto dietro ad una delle tante corriere che mi
affumica ben bene ognimvolta che mi faccio sotto tentando di superarla,
si arriva rapidamente al bivio per il Sella. La vicinanza col Sassolungo
si fa sempre piu' emozionante, si avanza attraversando prima le ghiaie
che scendono dal Sella poi prati lungo un rettilineo che costituisce
la parte piu' impegnativa della salita e che porta praticamente fino
in cima. Su la vista e' difficilmente descrivibile, improvvisamente
compare davanti la Marmolada con le pareti a strapiombo del Sella, versante
sud. Unica nota negativa sono l'immancabile negozio di souvenir e il
bar coi tavolini fuori che ti da l'impressione di stare alle Zattere
(e'una zona di Venezia). Anche qui gli immancabili austro-tedeschi,
due anche coi bagagli nelle sacche.
p. Sella - p. Pordoi
Quando incomincio la discesa mi sento gia' sulla via del ritorno anche
se mancano ancora 2 passi e un migliaietto di metri di dislivello. Si
capisce dalla discesa che il Sella da questo versante non scherza...
d'altra parte ho scelto apposta il senso antiorario per fare il giro
dei 4 passi. Confesso che quando ho incominciato il passo Pordoi mi
e' venuta la nausea per la salita e ,sebbene regolarissimo come pendenza,
mi e' toccato fermarmi un paio di volte. Il traffico e' un po' maggiore
rispetto al Sella, passano parecchie corriere che fanno le acrobazie
sui tornanti, oltre alle solite macchine. In cima ,da questo punto di
vista, e' un disastro! Ci sono perfino i banchetti di un mercatino ai
bordi della strada,una folla da centro di paese che neanche quando passa
il giro! Dopo tutto questo e' uno dei pochi posti nelle dolomiti dove
puoi gia' incontrare comitive di giapponesi.
p. Pordoi - p. Falzarego - Cortina - Domegge
Superato il Pordoi sono praticamente sicuro di tornare a casa (il che,
quando incomincio giri cosi' duri, non e' affatto scontato) e cosi'
mi godo la discesa, secondo me una delle piu' belle che ci sono per
la pendenza mai preoccupante, il fondo perfetto e tutto quello che sta
intorno. Me ne vado giu' tranquillo a 50-60 all'ora e ne approfitto
per rilassarmi un po'. Giunto ad Arabba punto verso il Falzarego, quindi
in realta' non chiudo l'anello dei 4 passi; mancherebbe il Campolongo
che pero' mi porterebbe un po' troppo fuori strada, costrngendomi a
fare il Valparola al contrario... sarebbe troppo. Il Falzarego se ne
va via liscio, una sosta in cima per qualche foto e poi giu' verso Cortina.
Arrivo giu' alle 17:40, in perfetto orario con la tabella di marcia,
poi sono solo 40 facili km per tornare a casa.
Tabella di marcia
| Domegge |
-   / 6:55 |
| Cortina |
8:30 / 8:41 |
| p. Falzarego |
10:01 / 10:01 |
| p. Valparola |
10:12 / 10:23 |
| La Villa |
10:50 / 10:55 |
| Corvara |
11:13 / 11:13 |
| p. Gardena |
12:05 / 12:37 |
| P.de Gralba |
12:50 / 12:56 |
| p. Sella |
13:26 / 13:54 |
| bivio |
14:02 / 14:08 |
| p. Pordoi |
14:48 / 15:02 |
| Arabba |
15:16 / 15:32 |
| Cernadoi |
15:58 / 16:03 |
| p. Falzarego |
17:02 / 17:14 |
| Cortina |
17:39 / 17:43 |
| Domegge |
19:03 |
Km totali: 194
tempo pedalato(RT): 9h12'